29 agosto 2009

Pagina 161 V° frase Elena

Eccovi la frase 5 che ho trovato a pagina 161 di " I fantasmi di pietra" scritto da Mauro Corona:


"Quando ne ebbe abbastanza di quella guerra del cazzo non certo voluta da lui,afferò un badile e si mozzo l'indice sinistro."
Non sò chi mi ha portato questo libro a casa,io di certo non l'ho comprato non sò perchè ma Corona non mi ha mai suscitato grandi interessi o curiosità.
Comunque ho sempre creduto che ad un libro si deve dare almeno una possibilità se qualcuno si è degnato di spendere del tempo per scriverlo và almeno fatto un tentativo.
Così io attacco.
Se a pagina 100 non ho mollato ancora l'osso, significa che per i miei gusti il libro è passabile,decente,bello o stupendo se lo chiudo prima della pagina 100 potrei dare una seconda possibilità in un'altra occasione ,un'altro momento,un'altro stato d'animo.Se a pagina 30 ho chiuso il libro non c'è speranza......non lo riaprirò più.
Corona ha passato la pagina 100 non con particolare successo.
Non è male ha dei passaggi molto romantici e poetici soprattuto quando descrive le sue montagne ,ha molta fantasia nell'inventarsi alcune storie quasi horror degne di Stephen King,e come lui condivide l'amore per l'alcool e per le sbornie.
Questi i lati positivi del libro io amo King ma amo meno i beoni e quelli che esaltano le bevute come fossero una cosa speciale ,esaltante,da condividere, troppo spesso in questo libro si parla di vino,sbronze,ubriachi,osterie,bevute con gli amici,ciucche ecc ecc ecc non credo ci sia pagina che non venga nominato Bacco.
Inoltre,anche se lo nega in un passaggio del libro,ritengo che tutto il libro sia pervaso da una certa nostalgia del passato,una malinconia contagiosa che lascia una strana tristezza nell'animo.
Il suo è un viaggio tra le vie deserte ed abbandonate di Erto dopo anni dalla strage del Vajont.Attraverso le quattro stagioni ad ogni via ,ad ogni casa ad ogni pietra od albero che incrocia sulla via è legato un ricordo , sono quasi tutti ricordi drammatici ,tristi dove muore qualcuno.
Quasi tutti gli abitanti son morti nell'alluvione oppure hanno abbandonato il paese dopo quest'ultima, vivano solo fantasmi tra queste case e Corona sembra un ubriacone errante che raccoglie ciottoli e raspa tra le memorie per conservare e dare voce agli aneddoti alle storie alle leggende di Erto.
Non è male ma non mi piace ,mi rattrista e non lo regalerei per rattristare,certo dice cose sagge e malinconiche..................
Ho trovato un video che rappresenta bene il libro,i paesaggi che descrive e il suo pensiero.



Scusate se ho monopolizzato con un post così lungo questo spazio ma credo che questa catena di s'Antonio abbia il merito di poter far conoscere un libro e per me i libri sono sacri,vanno raccontati,regalati,comprati e conservati.
Nei libri trovi molto,danno emozioni,fanno nasere idee stuzzicano l'appetito dell'anima.

4 commenti:

Scarabocchio ha detto...

Wow, che analisi profonda!
Io proprio non riesco ad approcciarmi a questo genere di letture!
Comunque sarà il periodo, sarà che non ci stò mai con la testa, ma è da parecchio che non mi faccio una sana lettura come si deve!
:(

Elena ha detto...

La mastrocola E' una sana lettura!!
Quindi stai appostissimo direi.

Scarabocchio ha detto...

eeeeeh lo sò, ma l'ho letta mooooolto tempo fà!
:P

Neyra ha detto...

un uomo ... un mito! grande mauro corona!